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Bossi lascia, militanti lariani increduli e sotto choc

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La decisione nel pomeriggio. “Scelta irrevocabile”, spiega il fondatore del movimento scosso dalla inchiesta sui presunti soldi alla sua famiglia. Incredulità anche in provincia.

 

 

 

 

Il leader indiscusso lascia. Dopo 30 anni. Lui che ha fondato la Lega Nord è stato costretto ad andarsene oggi sotto l’onta dell’inchiesta della Procura di Milano su presunti fondi pubblici del partito utilizzati dalla famiglia di Umberto Bossi, dai figli in particolare. E se a Lezzeno, roccaforte del movimento in provincia, basta solo nominare la parola Bossi per suscitare forti reazioni, in altre parti del territorio qualcuno sembra aver preso le distanze. Ma è di oggi la scelta – definita irrevocabile – del “Senatur” di lasciare il partito e la politica. Choc anche in provincia. Dal segretario provinciale ai parlamentari Valli, Molteni e Rivolta, la notizia sembra aver colto di sorporesa pure loro.

La bufera giudiziaria, arrivata ad un mese esatto dalle elezioni amministrative, porta il segretario provinciale Christian Tolettini ad avanzare dubbi, qualche sospetto:”Massimo rispetto del lavoro della magistratura – spiega ancora oggi – ma mi chiedo come mai è arrivata ora a poco dalle elezioni. Sospetto, no?”.

I leghisti lariani, intanto, hanno accolto con soddisfazione la svolta decisa oggi dal partito di via Bellerio a Milano: sarà un triumvirato – con Maroni (nella foto a lato in una visita a Como con il collega di partito Carioni), Calderoli e Manuela Del Lago, a portare il Carroccio fino al prossimo congresso. Il nome di Bossi, nel mirino delle magistratura, al momento non c’è più. E per chi è leghista della prima ora, questa cosa fa davvero un certo effetto…

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