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Gaddi fuori dal Pdl, va da solo (con la Veronelli)

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L’ex assessore alla cultura di Como non inserito tra icandidati del partito. Frattura insanabile. Lui critica il senatore Butti ed annuncia l’intenzione di presentarsi lo stesso.

 

 

 

 

Rottura completa. Il tentativo, ultimo della serie, di far rientrare anche Sergio Gaddi nella lista dei candidati del Pdl per le elezioni di Como è fallito ieri pomeriggio. Con un duro comunicato dei vertivi del partito – il coordinatore Alessio Butti (nella foto vicino al titolo) ed il suo vice Patrizio Tambini – che lo dichiarano fuori dal partito dopo tanti anni. Gaddi, sconfitto alle primarie da Laura Bordoli, non sembra aver accettato le proposte fatte: vice-sindaco ed assessore alla cultura in caso di vittoria. Avrebbe preteso qualcosa di più. Quel qualcosa che il Pdl ha negato. “Irricevibile” la sua proposta bollata dal senatore Butti, il coordinatore. E così Gaddi è fuori. Ora per lui – assieme alla collega di giunta Anna Veronelli (scontenta anche lei del trattamento ricevuto ndr) hanno tempo fino a martedì per raccogliere le firme e presentare una lista civica. “Certo che lo farò – tuona un furioso Gaddi – anche se il senatore Butti dovrebbe essere espulso dal partito perchè ha tradito i suoi principi ed i suoi valori”.

Questo il testo del comunicato emesso ieri sera dal Pdl lariano:

“Malgrado i ripetuti tentativi di messi in atto dal PdL locale e nazionale per trovare una soluzione che accontentasse la componente guidata da Sergio Gaddi, l’attuale assessore alla Cultura ha optato per adottare la politica “dell’asticella”, alzandola di volta in volta.
Il PdL non aveva chiuso la lista proprio per consentire a Gaddi di poter esprimere la quota di competenza in termini di candidati. Inoltre, con l’accordo locale e nazionale, era stato garantito a Gaddi il ruolo di vice sindaco e la delega alla Cultura, oltre alla possibilità di concordare, in caso di vittoria un’adeguata rappresentanza. Ma l’asticella continuava a salire e così ha preteso di parlare di nomine, in perfetto stile “prima repubblica”, e di congressi che nulla hanno da spartire con una competizione elettorale comunale”.

Amarezza. Laura Bordoli racchiude così il suos tato d’animo dopo la battaglia con Gaddi. “Io, in caso di sconfitta, mi ero impegnata a mettermi a disposizione di Gaddi e del partito. Lui no e mi spiace. Non ha mantenuto la parola data”.

(Nella foto una recente stretta di mano tra Gaddi e la Bordoli)

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