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I genitori del piccolo Sami ora denunciano ritardi nei soccorsi

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Sarà ora il magistrato di turno in Procura a Como a valutare nel dettaglio questa accusa. Il responsabile del 118:"Capisco il loro dolore, ritengo che l0'intervento sia stato gestito in modo adeguato".

Denuncia-choc: un presunto ritardo nei soccorsi sbvolti. E' quella arrivata al magistrato di turno in Procura a Como da parte dei genitori del piccolo Sami Smackh, neppure due anni, morto martedì pomeriggio dopo essere caduto dalla sedia in soggiorno sulla quale era salito poco prima per giocare. I familiari del piccolo, nel loro esposto, ipotizzerebbero ritardi nelle operazioni di soccorso nel loro appartamento di via Mazzini a Limido Comasco. In attesa che il sostituto procuratore di Como Maria Vittoria Isella possa fare gli accertamenti necessari sulla tempistica di intervento, va detto che le ferite al collo subite dal bambino sono state davvero gravi. Una scheggia di vetro gli ha reciso la giugulare di netto e non gli ha dato scampo. Il piccolo Sami ha perso tantissimo sangue e quando è arrivato al Niguarda era già in condizioni critiche.

“Come sempre il 118 si mette a disposizione della magistratura con la massima trasparenza – dice il responsabile del servizio di urgenza ed emergenza Mario Landriscina – . Fermo restando l'incommensurabile dolore dei genitori, mi sento di dire – conclude – che la gestione dell'intervento è stata accurata ed adeguata a mio giudizio”. L'autopsia, intanto, ancora non c'è stata all'ospedale di Milano dove il bambino è stato dichiarato morto martedì. Si svolgerà nei prossimi giorni prima del nulla osta all'espatrio della salma verso il Marocco.

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