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Giovane stroncato dall’infezione: ricorso dei medici condannati

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Non ci stanno Luca Morelli e Claudio Vergani, in servizio ad Erba. Per loro un anno di reclusione per la morte di Giacomo Scaccia, 17enne di Albavilla. Ora chiedono ai giudici di Milano di rifare il dibattimento. Non ci stanno a passare per gli unici colpevoli della morte di Giacomo Scaccia, 17enne di Albavilla, stroncato da una infezione batterica – sepsi meningococcica – inizialmente ritenuta una meningite fulminante. Luca Morelli e Claudio Vergani, i due medici del Fatebenefratelli condannati per quel decesso del marzo 2009 ad un anno di reclusione – pena sospesa – hanno già presentato ricorso in appello. CHiedono ai medici di Milano di rifare il processo che ad Erba li ha visti unici colpevoli. Secondo il giudice Ilaria Guarriello non avrebbero attuato ogni pratica per evitare il decesso del ragazzo, ma si sarebbero resi colpevoli al pronto soccorso uno ed in reparto l'altro di gravi omissioni. Loro, invece, la pensano diversamente e si dicono pronti a dimostrarlo. Perchè, a giudizio di un consulente della difesa, il quadro clinico del ragazzo di Albavilla, al suo arrivo al Fatebenefratelli, era già moltro compromesso e presentava complicanze irreversibili che poi hanno condotto al decesso. La sentenza emessa nei mesi scorsi prevede anche un maxi-risarcimento per le parti civili (genitori e sorella di Scaccia): 900.000 euro complessivi.

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