CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Vendite e orari liberi, ma la Confcommercio frena:”Non si fa…”

Più informazioni su

Nota ufficiale dell'associazioe in vista della nuova ondata di liberalizzazioni al varo del governo Monti. Critico il presidente Primavesi:"Stiamo sfiorando l'illegittimità. E poi ci saranno ripercussioni negative".

In relazione al pacchetto di ulteriori liberalizzazioni che saranno introdotte con un imminente decreto dal  Governo Monti, che prevede la totale deregolamentazione di tutte le vendite straordinarie (e quindi promozioni, liquidazioni, saldi e vendite sottocosto) Confcommercio Como con una nota ufficiale esprime contrarietà a queste misure. “ Il problema di questa liberalizzazione – ha detto Giansilvio Primavesi, presidente di Confcommercio Como –  è che è una decisione che può creare problemi ai consumatori, che non saranno in grado di capire se un capo è scontato o meno. Oggi se un cliente vede un paio di scarpe a novembre a 100 euro, poi con i saldi a gennaio le paga 70 e sa quanto sconto ha avuto. Con la liberalizzazione delle vendite straordinarie il consumatore si troverà a che fare con una giungla di prezzi. Non ci sarà più il punto di riferimento per conoscere l’entità dello sconto. E’ grave inoltre che il Governo  non abbia assolutamente contattato la categoria”. E’ la seconda  fase della liberalizzazione che preoccupa. L’articolo della bozza del decreto  prevede libertà di fare sconti: questo significa che ogni impresa potrà decidere autonomamente in quali periodi  svolgerli. “

Se i saldi sono vendite di fine stagione vanno collocati in un arco temporale definito – ha aggiunto Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como – altrimenti diventano tutte vendite promozionali. E’ importante che il Governo Monti sia disponibile a  confrontarsi  con la categoria. Noi non siamo contrari pregiudizialmente alle liberalizzazioni ma ci aspettiamo che vengano fatte con equità. Anche a tutela del consumatore che deve potersi giostrare all’interno di un mercato trasparente”. L’imminente decreto inoltre prevede che  venga abolita ogni differenziazione tra saldi, vendite e sconti promozionali , determinando una liberalizzazione selvaggia. Gli sconti “fai da te” determineranno minor trasparenza del mercato, sconti tutto l’anno che provocheranno un decadimento della qualità dei prodotti e porteranno all’avanzamento dei prodotti asiatici. Tali decisioni non gioveranno né  al mercato né ai negozi multimarca di qualità che non riusciranno a tenere il passo. Si tratta di una liberalizzazione selvaggia che va oltre le richieste dell’Unione Europea.

Nelle ultime ore la Federazione Moda Italia e Confcommercio hanno incontrato il ministro Passera per esprimere la propria contrarietà ad una liberalizzazione selvaggia. Il Presidente Carlo Sangalli ed il Presidente Renato Borghi hanno consegnato promemoria esplicativi della posizione confederale al capogruppo del Pdl al senato, Maurizio Gasparri, al capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchito ed al segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Inoltre Confcommercio esprime dubbi sulla legittimità costituzionale di tali provvedimenti. “ Sfiorano l’illegittimità – conclude Primavesi – la liberalizzazione degli orari e delle vendite straordinarie non sono la soluzione  per salvare l’Italia. Confcommercio vuole evitare un’ondata di liberalizzazioni e difendere anche gli interessi dei consumatori”. Vi è  anche l’ipotesi di contrasto della bozza in questione con lo statuto delle imprese.  

Più informazioni su