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C’è assoluzione: Olindo non ha aggredito l’agente in carcere!

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Decisione del giudice monocratico di Piacenza. Non raggiunta la prova della sua colpevolezza per l'episodio del gennaio del 2009. Il legale:"Ora la revisione per la strage".

Assoluzione. La prima per lui dopo i tre ergastoli per la strage di Erba e la condanna per la precedente aggressione nel cortile di via Diaz a Raffaella Castagna. Olindo Romano ha sentito oggi il giudice monocratico di Piacenza pronunciare questa parola per la presunta aggressione ai danni di un agente della polizia penitenziaria nel carcere di Piacenza – dove era rinchiuso nel gennaio del 2009. Un litigio e gli spintoni – così ha sostenuto il poliziotto – dopo una discussione per la chiusura di una finestra della sua cella. Ma Olindo ha sempre sostenuto di non aver fatto nulla ed oggi, dopo un lungo processo, ha avuto ragione. Nei mesi scorsi il giudice che ha pronunciato la sentenza lo aveva sottoposto ad una perizia psichiatica dai risultati contrastanti: secondo i consulenti dell'accusa non presentava anomalie tali da ritenerlo incapace, per quelli della difesa i problemi psichiatrici c'erano ed anche molto importanti. Dunque, a loro giudizio, del tutto incapace di intendere e volere.

"Abbiamo trovato giustizia – ha detto all’uscita dall’aula l'avvocato Fabio Schembri – e una sentenza soddisfacente, anche al di là delle influenze psichiatriche che possono addensarsi su una figura come Olindo Romano". L’avvocato si è detto convito dell’innocenza dell'ex netturbino e della moglie Rosa Bazzi in relazione alla strage di Erba per la quale sono stati ritenuti colpevoli in tre gradi di giudizio:"Nonostante la sentenza definitiva della Cassazione – ha aggiunto – in Italia c’è anche la revisione processuale. Vedremo".

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