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Tutti in Svizzera per il pieno, collasso per i distributori lariani

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Relazione della presidente dell'asssociazione Daniela Maroni:"E' una situazione drammatica per noi". I mancati introiti potrebbero raggiungere i 243 milioni di euro. E si temono ripercussioni per i posti di lavoro.

243 milioni di euro. E' la cifra shock che lo Stato italiano perderà in questi mesi per i mancati introiti del carburante che i comaschi e gli altri ersidenti della fascia di confine andranno a fare in Svizzera. Un dato incredibile che emerge da una relazione elaborata da Daniela Maroni, presidente dei benzinai comaschi, che ancoras una volta sollecita l'assessore della Regione Romano Colozzi ad intervenire in tempi rapidissimi al governo. “Non si può attendere altro tempo” conclude la Maroni. Che spera in risposte concrete per un ulteriore sconto della benzina oltre a quello attualmente esistente, ma anche in uan applicazione simile per il diesel. IL rischio concreto è anche quello di posti di lavoro a rischio nel distributori comaschi con questo calo di introiti.

"La situazione è veramente molto drammatica  – spiega la Maroni alla redazione – perché noi stiamo perdendo molto, siamo partiti con un 35% di calo e siamo arrivati ad un 45% ed in alcuni casi ad un 50% – 60% quindi se la situazione non si sblocca i posti di lavoro sono decisamente a rischio. Ma dobbiamo ringraziare il presidente della Regione Formigoni che si sta veramente interessando per aiutarci ad avere questa flessibilità dello sconto che permetterà di fare i rifornimenti in Italia ed ai gestori di poter mantenere il proprio personale sull’impianto.”

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