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Bancarotta fraudolenta, cinque imprenditori finiscono in cella

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Operazione della Guardia di Finanza di Erba. Colpiti due fratelli brianzoli, ritenuti dagli inquirenti i veri ideastori di questo raggiro. Danno ingentissimo per i creditori. Ecco nomi e le residenze dei fermati.

Cinque arrestati per la bancarotta fraudolenta. Sono stati stamane i finanzieri di Erba ad eseguire altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip di Como Maria Luisa Lo Gatto, nei confronti di Alessandro Pina, di 43 anni, il fratello Gianluca, di 42 anni, residenti a Erba, po Paolo Colombo, 41 anni, residente in Caslino d’Erba e Claudio Massari di 35 anni, residente in Longone al Segrino, imprenditori e amministratori operanti a vario titolo nei settori dell’installazione di impianti idraulici, costruzione di edifici residenziali e compravendita di beni immobili. Colpito da analogo provvedimento restrittivo anche Sabino De Venezia, 59 anni, residente in Basiglio (Milano), liquidatore della "Pina Impianti Termoidraulica s.r.l.", società poi fallita, nonché depositario delle scritture contabili delle società coinvolte. De Venezia è un commercialista di Milano.

Per tutti l'accusa è di concorso in bancarotta fraudolenta in quanto, attraverso vari raggiri e manovre contabili, avrebbero operato un sistematico svuotamento delle società a loro riconducibili, distraendo e dissipando risorse finanziarie, beni mobili ed immobili, arrecando grave danno ai creditori per oltre 5,7 milioni di euro.  Dalle indagini della Procura di Como è stato dimostrato che gli imprenditori

Pina Alessandro e Pina Gian Luca, pur non ricoprendo formalmente alcuna carica sociale, avrebbero gestito tre delle società coinvolte mediante una fiduciaria di Milano, con l’ausilio anche di Colombo e Massari, i quali non si sarebbero limitati a fungere da prestanome, ma avrebbero avuto un ruolo attivo in questa organizzazione.

Contestualmente agli arresti, le Fiamme Gialle di Erba hanno proceduto al sequestro preventivo di un immobile industriale sito in Caslino d’Erba del valore di circa 220.000 euro, in uso ad una delle società brianzole interessate dalle indagini, di conti correnti bancari, contanti e di quote societarie nonché di due autovetture di grossa cilindrata del valore di circa 170.000 euro tra cui una BMW Z8, utilizzate di fatto dagli indagati. Le ordinanze eseguite oggi hanno portato i fermati al Bassone, mentre il commercialista De Venezia è finito a San Vittore a Milano.

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