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Calcio infetto: Gervasoni ammette tanto, Gegic resta lontano

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L'ex giocatore del Como avrebbe spiegato al giudice partite truccate anche con altre maglie. Per lui a breve un nuovo interrogatorio. L'ex del Chiasso sempre all'estero. Il suo legale:"Vediamo che fare".

Documentazione bancaria spedita alla Procura di Cremona che indaga sul calcioscommesse e riferita all'ex giocatore del Chiasso Almir Gegic. Ma niente più. La conferma dall'avvocato Roberto Vitali, intervistato stasera dal Tg di Etv, che assiste lo slovacco, ritenuto dagli inquirenti un elemento di spicco di questa organizzazione dedica alle scommesse illegali. Insomma, uno dei componenti del gruppo degli “zingari” avrebbe deciso di restare lontano dall'Italia e senza, al momento, l'intenzione di presentarsi a spiegare. “E' una sua facoltà, ma al momento non me ne ha proprio parlato – rivela l'avvocato Vitali -. Vedremo cosa fare nei prossimi giorni. Intanto stiamo in contatto. Prematuro anticipare le decisioni”.

Gegic ed Ilievski, il macedone che ha abitato fino a poco fa sul Lario tra Como e Cernobbio, avrebbero comunque avuto un ruolo rilevante in questa organizzazione. Lo avrebbe ammesso anche nell'interrogatorio di ieri davanti al giudice Carlo Gervasoni, ex comasco, tirato in causa pesantemente proprio per la sua amicizia con loro. Ma non solo. Dal suo verbale di interrogatorio anche la conferma che i tentativi di combine lo hanno visto protagonista anche negli anni passati con le maglie di Albinoleffe, Mantova e Cremonese. Per poi finire – male – anche a Piacenza. Gervasoni rimane in carcere per Natale. Il Pm intende risentirlo nei prossimi giorni per chiarire alcune circostanze emerse.

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