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Cassazione, a febbraio il ricorso del suocero di Alberto Arrighi

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Emanuele La Rosa, dopo averlo aiutato a disfarsi del corpo di Giacomo Brambilla, era andato a sciare come nulla fosse successo. In primo grado aveva patteggiato tre anni e cinque mesi.

La Corte di Cassazione ha fissato la data in cui verrà discusso il ricorso presentato dai legali di Emanuele La Rosa, il suocero di Alberto Arrighi, l'ex armiere di Como condannato a 30 anni per il delitto di Giacomo Brambilla. Il ricorso sarà discusso a Roma il 21 febbraio. La Rosa, 68 anni, ha patteggiato davanti al giudice di Como una pena di tre anni e 5 mesi per avere aiutato il genero a disfarsi del corpo della vittima, mettendo la testa, orrendamente decapitata, nel forno della pizzeria di famiglia a Senna Comasco. Il suocero di Arrighi attualmente è libero: in cella ha già scontato, nella prima fase delle indagini, sei mesi. Poi è stato scarcerato. Per lui il Riesame ha avuto parole pesanti bollando la sua condotta dopo il delitto come "impressionante": La Rosa, infatti, il giorno dopo era andato a sciare come nulla fosse accaduto.

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