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Schede truccate, incontri e soldi per i corrotti: la base sul Lario

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Non solo l'ex azzurro Carlo Gervasoni in carcere. Ma la nuova ondata del calcioscommesse riserva altre clamorose sorprese: l'organizzazione gestiva le gare da Cernobbio da casa di un macedone. Avveniva tutto a Cernobbio. O almeno, buona parte dei contatti e delle iniziative. Dall'appartamento , affittato da un thailandese (del tutto estraneo alla vicenda) ad un macedone, tale Kristian Ilievski. Sarebbe lui, secondo la Procura di Cremona ed il Pm Di Martino, uno dei referenti dela organizazione internazionale del calcioscommesse in grado di incidere anche, pesantemente, su alcune partite del campionato italiano. Non meno di 5 di serie B che sarebbero state "combinate" grazie all'intervento di Ilievski e soci, i cosiddetti "zingari". E la loro base operativa era a Cernobbio in questo appartamento preso in affitto dal macedone, ora accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Da lui avvenivano telefonate (con schede telefoniche intestate ad altre persone) ed incontri. Altri fissati sul territorio comasco o nei pressi di Malpensa dove arrivavano gli "spalloni" con i soldi da dare ai calciatori corrotti che accettavano le loro proposte. Bustarelle piene di soldi che molti avrebbero preso. Secondo gli inquirenti, dunque, la base operativa sarebbe stata proprio qui nel comasco. A Cernobbio dove abita anche – ma stavolta non coinvolto in alcun modo a differenza della precedente ordinanza di giugno – l'ex azzurro Mauro Bressan che, però, conosceva Ilievski.

Non solo Carlo Gervasoni, dunque, altro ex lariano, finito in cella in isolamento per il sospetto di aver reclutato gli zingari. Ma anche qualcosa di più proprio sul lago di Como. Dove partivano le puntate anomale su siti internet asiatici dopo aver cercato di "sistemare" alcuni risultati precedentemente.

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