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La crisi “riempie” il dormitorio di Como e ci sono tante donne

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241 persone ospitate nel corso del 2011 secondo i dati forniti oggi dal Comune. Tanti anche gli italiani presenti nella struttura, poi tunisini, rumeni e marocchini. Tante le persone in cerca di aiuto.

Sono 241 le persone ospitate nel corso di quest’anno nel dormitorio di via Napoleona a Como: 80.5% uomini e 19.5% donne (194 uomini e 47 donne). Trenta quelle in media in lista d’attesa, con un picco di 50 lo scorso mese di settembre. Il 24.1% cittadini italiani (58 persone) e il 75.9% stranieri (183 persone). Fra gli stranieri il 13.3% proveniente da un paese dell’Unione Europea, mentre il 62.6% da un paese extraeuropeo. Tra i paesi stranieri, al primo posto la Tunisia, con 72 ospiti, seguita da Romania (19) e Marocco (17). Sono solo alcuni dei dati emersi a seguito del monitoraggio del primo anno di attività del dormitorio annuale della città di Como. Una struttura aperta l’1 novembre 2010 e che vede la collaborazione di comune, Fon­dazione Caritas Solidarietà e Servizio Onlus. La struttura, di proprietà,  dell’associa­zione Piccola Casa Federico Ozanam è stata recen­temente ristrutturata con contributi della Provincia di Como, proprio al fine di adeguare l’immobile all’uso attuale.

Crisi economica e disagio sociale hanno senza dubbio causato un aumento delle richieste di ospitalità, in particolare sono aumentate le donne che si sono rivolte alla struttura, così come il numero di persone che si sono ritrovate senza lavoro e senza casa (il 36.9% degli ospiti aveva perso il lavoro negli ultimi tre mesi, mentre il 55,2% da più tempo). I dati e la situazione ad un anno dall’apertura, sono stati presentati questa mattina, dal responsabile del dormitorio Giovanni Corbella e da Paola Della Casa. Per quanto riguarda le fasce di età, il maggior numero di ospiti aveva un’età compresa fra i 36 e i 45 anni (31,5%), mentre per quanto riguarda lo stato civile si è registrata una maggioranza di persone celibi e nubili (47,3%). “E’ una struttura che mi sta molto a cuore – spiega il vicesindaco Ezia Molinari – ed oggi siamo qui per presentare i dati di questo primo anno di attività”. “La crisi in atto ha colpito anche il nostro territorio – ha aggiunto Franca Gualdoni, responsabile dei servizi sociali – e grazie a questa struttura abbiamo avuto la possibilità di ospitare i più bisognosi, per non farli sentire soli e per aiutarli a trovare un impiego”.

 

Altri dati che emergono dal monitoraggio mostrano come, fra coloro che hanno la residenza, il 67.9% risieda nella provincia di Como, il 43.1% nel territorio del comune di Como e il 24.8% in un altro comune della provincia. Risiedono fuori provincia il 32.1% degli ospiti. Per quanto riguarda, invece, le donne straniere, si tratta in molti casi, di donne dell’est Europa che hanno perso il lavoro come assistenti domiciliari e per questo sono rimaste senza un alloggio. Infine, per quanto riguarda la permanenza, il 44,4% non ha superato i 30 giorni, mentre il 60% ha alloggiato presso la struttura per un periodo compreso tra i 31 e i 120 giorni. Il 49,8% ha chiesto ospitalità una sola volta, mentre il 50% da 2 a 8 volte.

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