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Gervasoni in isolamento, sconvolta la moglie:”Nessuna prova”

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L'ex giocatore del Como arrestato questa mattina per la seconda tranches del calcioscommesse. E' in carcere senza poter parlare neppure con il suo legale. Prima l'interrogatorio con il Gip.

Era già stato radiato dalla giustizia sportiva nei mesi scorsi per il suo coinvolgimento nella prima inchiesta di Cremona sul calcioscommesse. Ora nuova tegola, ancora più pesante, per l'ex comasco Carlo Gervasoni, 30enne, nato a Legnano, debutto nel mondo del calcio in maglia azzurra nella stagione 1999 – 2000: aveva il compito di reclutare gli stranieri, i cosidetti zingari, anche se poi non intervenire in modo diretto nell'alterazione dei risultati. Comunque, un componente dell'organizzazione smantellata oggi con un nuovo blitz clamoroso: l'ex lariano ora è in isolamento: non può parlare per i prossimi giorni neppure con il suo legale.

Da domani i primi interrogatori di garanzia. Carlo Gervasoni, dopo il debutto al Como, aveva giocato in B con Verona, Bari, Albinoleffe, poi il Mantova e dal gennaio del 2011 a Piacenza. Lì sarebbe finito nel mirino della magistratura anche per un presunto intervento diretto nella combine della partita con l'Atalanta dello scorso campionato. Non a caso oltre a lui è finito in cella anche l'ex capitano degli orobici Cristiano Doni, che avrebbe anche tentato la fuga stamane quando ha visto arrivare gli agenti a casa. Tra gli altri fermati anche l'ex interista Luigi Sartor, il giocatore dello Spezia Luigi Carobbio. Sconvolta la moglie di Gervasoni, Raffaella:”Non c'è nessuna prova tangibile della sua partecipazione a queste cose, solo nomi fatti da terze persone – spiega -. Ora sto aspettando per capire anche perchè non mi è consentito avere accesso agli atti”.

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