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E’ disperazione dei benzinai comaschi:”Qui non si lavora più…”

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Rabbia e protesta che cresce dopo l'aumento del prezzo dei carburanti. In molte pompe di città ed hinterland il gasolio ha "raggiunto" la verde. La presidente Maroni si sta battendo per avere sconti più ampi. Rabbia e proteste dei benzinai comaschi. Ma in qualche caso anche disperazione. Nessuno, come accade in queste ore nel Friuli, ha chiuso il distributore per mancati introiti, ma il lavoro è scarso. Calato nettamente rispetto ai giorni scorsi dopo gli aumenti delle accise decisi dal governo Monti. Tanti benzinai comaschi sono sull'orlo di una crisi di nervi:"Non lavoraiamo più, vanno tutti in Svizzera a fare il pieno…". Inutile negarlo, il risparmio c'è ed è di circa 10 euro ad ogni rifornimento. In città ed hinterland, intanto, quasi un momento storico: a furia di crescere, il diesel ha quasi raggiunto – in diverse pompe – il prezzo della benzina verde. Entrambi stabilmente oltre 1,7 euro al litro.

Per cercare di frenare l'emorragia – che potrebbe avere ripercussioni anche sui posti di lavoro – la presidente dei benzinai della Confcommercio, Daniela Maroni si sta prodigando a più non posso. Ha sollecitato la Regione ad intervenire, ora si aspetta una risposta del governo perchè lo sconto attuale – in vigore con la Carta regionale dei servizi – è poco convincente e competitivo per gli automobilisti. La maggior parte dei quali, in tempi di soldi scarsi, sono pure disposti ad andare in Svizzera per risparmiare una decina di euro ad ogni pieno se non ci saranno incentivi in Italia.

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