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La Regione è alla carica del nuovo governo per avere i ristorni

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Il consiglio di presidenza del Pirellone e diversi capogruppi chiedono al premier Monti di attivarsi per questa trattativa importante: in ballo tanti fondi per i comuni di frontiera da utilizare per molte opere pubbliche. La Regione Lombardia chiede al Governo Monti di riprendere il dialogo con la Confederazione elvetica sulle questioni fiscali e in particolare sullo scottante tema dei ristorni, bloccati dal mese di Giugno per decisione unilaterale del governo ticinese. È l’effetto di una mozione approvata oggi in Consiglio regionale all’unanimità, che fa seguito al Tavolo di lavoro tecnico politico istituito tra il Consiglio regionale lombardo e il Gran Consiglio della Repubblica e Canton Ticino, istituito proprio per evitare il deteriorarsi delle relazioni italo svizzere che si ripercuotono sulle comunità transfrontaliere e sugli enti locali prossimi al confine. La mozione approvata in Aula porta le firme di tutto l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale e di numerosi capigruppo, tra i quali il comasco Luca Gaffuri del PD.

“Per i comuni di frontiera il mancato riconoscimento dei ristorni vale un taglio di 23 milioni di euro – spiega Gaffuri -. Il Consiglio regionale ha avviato un’iniziativa importante a cui abbiamo contribuito con convinzione, ma è importante che al livello regionale si aggiunga anche quello delle relazioni tra Governi. Nel recente passato ci sono stati grossi problemi che auspichiamo possano essere superati con il nuovo esecutivo. In questa direzione va la mozione approvata in Aula. La Regione Lombardia, che conta 305 comuni frontalieri, rappresenterà ora al Governo la preoccupazione e la volontà di superare il momento di difficoltà delle relazioni italo svizzere espressa così autorevolmente dal Consiglio regionale”.  

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