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Cenetiempo vuole lasciare dopo la sfiducia, ma Bruni dice no

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Il sindaco di Como non sembra voler dar seguito alla serata di lunedì in consiglio:"Ha votato solo la minoranza e poi sono contrario a questi processi sommari in aula. Gli chiederò di restare al suo posto in giunta". Niente epurazione. Niente allontanamento dalla giunta. Stefano Bruni non si scompone dopo l'ennesima sfiducia votata in consiglio comunale contro un suo assessore in questo secondo mandato. Ed attacca chi chiede la testa di Enrico Cenetiempo, assessore al Patrimonio, sfiduciato dal voto di lunedì sera: 18 voti per la sfiducia, 3 contrari, una scheda bianca. "Sono sempre stato contrario – spiega Stefano Bruni, il sindaco – a questi processi sommari in aula. Non li approvo. E poi ha votato solo la minoranza l'altra sera. Per questo chiederò a Cenetiempo di restare al suo posto".

Lui, l'assessore finito nel mirino delle critiche e poi sfiduciato, incassa la fiducia del primo cittadino ed annuncia di pensarci su un pò prima di decidere. Il suo primo impulso è stato quello di lasciare la carica, ma ora sembra aver fatto un passo indietro. "io mi rimetto alle decisioni del sindaco – spiega -. Se lui mi chiede di restare, ci penso. Anche se non approvo affatto queste mozioni che servono solo a perdere tempo e soldi".

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