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Como, passa la sfiducia a Cenetiempo. Ma si salva Etta Sosio

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Serata dalle forti polemiche in Comune. 18 voti contro l'Assessore al patrimonio di Palazzo Cernezzi che ora sta meditando di lasciare l'incarico. Esito differente per l'altra votazione.

Uno sfiduciato, l'altro no. Acque sempre più agitate in comune a Como dove ieri sera il consiglio comunale ha affrontato il caso dei due assessori nel mirino delle critiche: Cenetiempo e Sosio. Ma solo il primo, responsabile al Patrimonio, è stato messo in difficoltà. Passata – non senza le polemiche – la sfiducia ad Enrico Cenetiempo presentata da Donato Supino (Rifondazione comunista) dopo la gestione di box ed immobili comunali, evidenziata dopo una inchiesta giornalistica. Aula quasi deserta al momento del voto. La maggioranza (Lega e Pdl) ha provato il “trucchetto” di far mancare il numero legale, ma non è riuscita nel suo intento: 18 voti a favore della sfiducia, 3 contrari ed una scheda bianca (si è votato a scrutinio segreto). Polemiche e tensioni. Donato Supino, vista l'uscita dall'aula della maggioranza, ha depositato un coniglio di cioccolato sul banco di Claudio Corengia, capogruppo del Pdl.

Sfiducia a Cenetiempo – che ora sta pure meditando di abbandonare come ha fatto mesi fa Diego Peverelli – mentre Etta Sosio, assessore al commercio, si è salvata dalla mozione contro presentata dal consigliere di opposizione Luigi Bottone: 10 voti per la sfiducia, 10 no, due schede bianche ed una nulla. E proprio mentre avveniva questo voto, scintille e scatto d'ira tra il presidente del consiglio Mario Pastore ed Arturo Arcellaschi.

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