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Vaccinazioni,ma il Pd contento a metà:”Si poteva fare di più”

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Luca Gaffuri, capogruppo in Regione, critica le decisioni finali adottate dalla Asl lariana. "Non rispettato il piano previsto dalla Regione anche se l'intesa raggiunta è un fatto incoraggiante". E domani presidio.

“Sono parzialmente soddisfatto per la decisione presa finalmente dall’Asl di Como e relativa all’ormai prossima campagna di vaccinazione contro l’influenza. In ogni caso auspicavo un gesto maggiormente significativo, ovvero consentire a tutte le persone sopra i 65 anni di potersi vaccinare contro l’influenza dal proprio medico di famiglia e non solo per chi ha già compiuto i 75 anni di età”. E’ un Luca Gaffuri un po’ perplesso quello che commenta la notizia dell’avvenuto accordo tra Asl di Como e medici di famiglia per consentire a chi ha più di 75 anni di effettuare la vaccinazione nello studio del proprio medico dopo giorni di polemiche. Le altre categorie a rischio, ovvero i malati cronici e i soggetti di età compresa tra i 65 e i 75 anni, dovranno comunque recarsi in ospedale, all’Asl o presso gli ambulatori predisposti dai diversi Comuni del territorio.

   

“Credo che questa decisione – precisa il capogruppo del Pd in Regione – non consentirà di rispettare quanto previsto dal nuovo Piano della prevenzione varato da Regione Lombardia che indica, tra i suoi obiettivi primari, l’incremento della copertura vaccinale anti-influenzale. Certo, è incoraggiante che alla fine di oltre un mese di polemiche e prese di posizioni inconcepibili da parte dell’Asl, sia stato parzialmente riconosciuto il ruolo attivo che devono ricoprire i medici di medicina generale nella campagna, così come è sempre accaduto in passato".

Ma Gaffuri non si ferma qui: il capogruppo del Pd al Pirellone, infatti, ha annunciato la sua presenza per domani a mezzogiorno (assieme al segretario cittadino Legnani ed al consigliere provinciale Di Lorenzo) fuori dalla sede della Asl di via Pessina a Como. Presidio e volantinaggio per dire stop alla burocrazia inutile che sta creando code e disagi per l'esenzione o il pagamento del ticket sanitario.

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