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Il Como “incassa” i soldi di Zambrotta, ma è deferito dalla Figc

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Giornata in chiaro-scuro per il club lariano, alle prese sempre con la lotta tra Di Bari e Rivetti. In Tribunale riconosciuta la validità del premio incassato dal'Uefa, ma guai per il ritardo della fidejussione versata. Giornata in chiaro-scuro per il Como. Da una parte la "vittoria" in Tribunale per la vicenda Zambrotta: il giudice civile, Gianbattista Nardecchia, infatti, ha riconosciuto alla società attuale la legittimità ad incassare gli 800.000 euro (già messi a bilancio) per il premio di valorizzazione dell'Uefa per il passaggio di Gianluca Zambrotta dal Barcellona al Milan. Non la pensava così il curatore fallimentare della vecchia società – quella fallita negli anni scorsi con la ripartenza dai dilettanti successiva – che chiedeva per sè ed i creditori quei soldi. Per Nardecchia, invece, il Como attuale è pienamente legittimato a tenere questi soldi. E non è cifra di poco conto. Ma in questa giornata ecco anche la doccia fredda – in parte attesa – del deferimento della società e del suo presidente Di Bari da parte del Procuratore federale della Figc per la mancata fidejussione versata la scorsa estate nei tempi previsti (da 600.000 euro per l'iscrizione del club al campionato). La fidejussione era stata versata in ritardo di qualche giorno: questo dovrebbe comportare un punto di penalizzazione in graduatoria.

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