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A Roma troppe le cause da trattare: c’è il rinvio per don Mauro

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La decisione presa poco fa dai giudici della Cassazione. E' stata confrmata dai furiosi legali di parte civile. L'ex parroco di Laglio è rimasto a casa ad aspettare il verdetto: ore di tensione.

Niente sentenza. Niente atto conclusivo per don Mauro Stefanoni, il 40enne canturino, ex parroco di Laglio, condannato in primo e secondo grado di giudizio ad otto anni di reclusione per violenza sessuale su un ragazzini minorenne del paese. Oggi la Corte di Cassazione ha rimandato il dibattimento – già in scaletta – perchè da trattare c'erano troppe cause al “Palazzaccio” romano vicino al Tevere. Se ne riparlerà in una successiva udienza, ancora da fissare. Ben 28 quelle in agenda oggi tra cui quella del prete lariano che si è sempre professato innocente e vittima di un complotto. E così i giudici, preso atto dell'impossibilità di trattarla nei tempi previsti, hanno deciso il rinvio che ha fatto infuriare sopratutto la parte civile che rappresenta la vittima ed i suoi genitori. Anche da loro la conferma di questo inatteso rinvio.

Don Mauro è rimasto nella sua casa ad aspettare notizie da Roma. Sapeva benissimo che i rischi c'erano ed erano quelli di essere giudicato colpevole anche in terzo ed ultimo grado di giudizio e pertanto di finire in cella.

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