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La denuncia:”Tutelateci o andiamo incontro a una brutta fine…”

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Lettera aperta di un artigiano di Como alla redazione ed anche alle associazioni di categoria. Chiede anche a nome dei colleghi un deciso intervento. E poi la proposta: congelamentod el debito e riapertura del credito. Esasperato. Preoccupato. Con la bottega da mandare avanti tutti i giorni ed i conti che non tornano. Perchè i debiti aumentano e per cercare di far fronte bisogna chiedere prestiti a condizioni, spesso, pesantissime. La lettera arrivata alla redazione di CiaoComo è firmata da Amanzio Verga, titolare di una piccola realtà commerciale a Como, distributore all'ingrosso di materiali generici. Ed è una denuncia, ma anche un invito alle associazioni di categoria ad intervenire, a fare qualcosa:"Chiediamo di essere tutelati per evitare disoccupazione e chiusure". Insomma, una brutta fine. "O le associazioni che ci rappresentano ed alle quali paghiamo l'iscrizione si faranno sentire – scrive Verga – oppure continueranno a perdere iscritti e le imprese manifesteranno tutta la loro insoddisfazione scendendo in piazza".

Verga, che dice di parlare anche a nome di colleghi da lui sentiti in un veloce giro di opinioni, chiede cose concrete a banche ed associazioni. Per cercare di consentire a piccoli come lui di tirare avanti ancora e non alzare la saracinesca per sempre. "Il congelamento del debito in atto verso le banche su conto corrente aziendale per due anni con pagamento interessi del 5% massimo e poi la riapertura del credito del 30% del fatturato dichiarato negli ultimi tre anni. Solo così – aggiunge amaro nella sua lettera – potremo avere altre speranze. I nostri sforzi hanno contribuito a salvare l'economia, ma non possiamo andare avanti così…".

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