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Un’intera settimana dedicata al Giappone, per non dimenticare

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Como pronta ad ospitare concerti, conferenze, mostre e incontri, per ricordare il dramma vissuto nei mesi scorsi. In città alcuni testimoni del terribile dramma. Si parte domani con mostra fotografica e convegno.

Como pronta ad ospitare concerti, conferenze, mostre e incontri, per non dimenticare il dramma vissuto in Giappone. Anche a Tokamachi, città gemellata con Como dal 1975, il terremoto ha provocato danni: case e vie di comunicazioni distrutte, fornitura di acqua, energia elettrica e benzina limitate. Circa 2.800 cittadini non possono più vivere una vita normale a causa della perdita dei propri beni. Tokamachi, inoltre, ha accolto numerosi cittadini da Fukushima, la zona più colpita dalle radiazioni della centrale nucleare. Ecco perché, per nondimenticare il dramma vissuto dal paese e per dare un aiuto concreto alla popolazione, il Comune di Como ha organizzato l’iniziativa “Otto giorni con il Giappone”. Iniziativa promosso anche dal  Centro Servizi per il Volontariato, l’Associazione Famiglia Comasca, l’Associazione italo-giapponese Miciscirube e la Celtic Harp Orchestra. L’obiettivo di questa nuova iniziativa “Otto giorni per il Giappone” è aggiornare sull’attuale condizione della drammaticità della calamità naturale che ha colpito il paese e della grande forza di volontà che sta permettendo al Giappone di riprendere una vita normale. Poichè una delle principali esigenze delle vittime della calamità naturale è il superamento dell’isolamento in cui il paese è caduto, per questo motivo sono stati coinvolti anche alcuni artisti giapponesi che hanno vissuto il dramma del terremoto e dello tsunami, dando così loro la possibilità di viaggiare nella nostra città e di partecipare in prima persona all’iniziativa pro Giappone. Durante questa settimana dedicata al Giappone si continuerà la raccolti fondi che l’Associazione Famiglia Comasca e l’Associazione italo-giapponese Miciscirube ha già avviato nei mesi precedenti, destinata alla municipalità di Tokamachi. “Con questa iniziativa vogliamo far sentire tutta la nostra vicinanza al popolo giapponese” il commento del sindaco Stefano Bruni”. “Abbiamo coinvolto le scuole primarie e secondarie – aggiunge Fabio Conistabile, direttore della Celtic Harp Orchestra – saranno circa 500 gli allievi che parteciperanno agli incontri in biblioteca. Vogliamo spiegare ai ragazzi cosa è successo e farli parlare direttamente con alcune delle persone che hanno vissuto questa tragedia. Tutto questo per dare un quadro didattico completo ai più giovani, spiegando loro cosa significa un danno nucleare, cosa significa un terremoto e cosa fare in caso di calamità naturali”  Il programma delle iniziative:  Da venerdì 30 settembre a sabato 8 ottobreCortile di Palazzo Cernezzi Mostra fotografica “Immagini di distruzione e speranza dal Nord-Est giapponese”Venerdì 30 settembre 2011, ore 18.00Biblioteca comunale di ComoConvegno di riflessione “Voci da Fukuschima”, al quale interverranno Hiroschi Watanabe, console generale aggiunto presso il consolato giapponese a Milano, Ayane Iijima, sociologa giapponese e Fabio Conistabile, musicista. Moderatrice la giornalista Anna Maria Volpi.Sabato 8 ottobre 2011, ore 17.00Auditorium Collegio Gallio “Arti e tradizioni dal Sol Levante”, con il coinvolgimento di quattro artisti provenienti dal Giappone e di alcune associazioni di arti marziali del territorio (spettacolo di giocoleria, dimostrazione di scherma e tiro con l’arco giapponese, concerto di voce e arpa celtica.Da lunedì 3 a venerdì 7 ottobre, in mattinataBiblioteca comunale di ComoIncontri didattici con gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado che hanno partecipato al progetto Gemini, percorso di educazione alla pace e alla solidarietà internazionale 2010/2011, i quali avranno la possibilità di vedere le immagini più significative che Fabio Conistabile ha scattato durante la sua missione. La proiezione sarà accompagnata dal racconto del viaggio, da momenti musicali e di giocoleria degli artisti giapponesi che parteciperanno all’evento. Gli studenti prepareranno degli origami che la presidente dell’associazione italo – giapponese Miciscirube, la signora Akiko Izawa, insegnerà loro e che verranno in seguito uniti per formare collane, simbolo di solidarietà

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