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Caduto dalla gru, morto dopo un anno di coma: otto a processo

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La decisione del Gup di Como Bianchi. Accolta la richiesta del Pm che li accusa di negligenza e inosservanza delle norme di prevenzione. Uno patteggia, gli altri pronti a dimostrare l'estraneità. Tutti a processo. Dibattimento che inizierà ad aprile per otto persone accusate, a vario titolo, di omicidio colposo per la morte del giovane operaio albanese di 27 anni Nderim Cekrezi, precipitato da una gru che si è staccata dal suolo in via Golasecca a Como nella primavera del 2009 e deceduto dopo un anno di coma in ospedale. Il Gup di Como Alessandro Bianchi, accogliendo la richiesta del Pm Antonio Nalesso, ha deciso il rinvio a giudizio per tutti gli imputati di questa vicenda, ritenuti colpevoli dal magistrato di aver concorso tra di loro nel causare l'incidente dell'operaio e la successiva morte per imprudenza, imperizia ed inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Si tratta dei responsabili della ditta di costruzioni nella quale lavorava la vittima – che ha lasciato la giovane moglie ed una figlia in tenerissima età – e di coloro che con loro hanno lavorato in subaffitto.  Per il Pm ci sarebbe stato un errore nella collocazione della gru e del dislocamento dei suoi pesi. Ipotesi, però, respinta con forza da tutti gli indagati che si dicono pronti a dimostrare la loro estraneità nel dibattimento pubblico.

In aula, ad aprile, ci saranno Paolo Albonico di Torno, 68enne, Susanna Lindenblatt di Faggeto Lario 46 anni, Valentina Carollo (Faggeto, 21 anni), Fabrizio Dal Pozzolo (36, Montorfano), Felice Dal Pozzolo (66, Albese), Diego Giovannelli (40, Villaguardia), Marco Giovannelli (34, Laglio), Luca Cassina (43, Cernobbio). Ha scelto, invece il patteggiamento della pena – un anno e quattro mesi – Vincenzo Carollo, di Faggeto, 51 anni.

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