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Livo, furia omicida per la capra nel giardino: 18 anni a Rossini

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Il delitto nel dicembre scorso nel piccolo centro dell'alto lago. Oggi in Tribunale a Como la definizione della vicenda in sede penale. Il giudice esclude la premeditazione e non concede la perizia psichiatrica.

Niente perizia psichiatrica come sollecitato dall'avvocato difensore. Ma udienza con rito abbreviato e, dunque, con lo sconto di un terzo sulla pena finale. Così Valindo Rossini, 62enne operaio di Livo – piccolo centro dell'alto lago di Como – ha definito oggi la sua posizione davanti al giudice dell'udienza preliminare Nicoletta Cremona: per lui 18 anni di reclusione rispetto ai 19 sollecitati dalla Procura. Omicidio volontario aggravato dal porto della pistola, illegalmente detenuta. Esclusa dal giudice l'aggravante della premeditazione del gesto. Rossini era in aula al momento della lettura della sentenza: per lui anche un risarcimento da 50.000 euro per ognuna delle sei parti civili che si sono costituite tra cui genitori e marito della vittima.

Il delitto è avvenuto lo scorso mese di dicembre. Rossini, dopo una discussione con la sua vicina di casa – Pierina Alietti, 59 anni – le ha esploso due colpi di pistola (arma da lui detenuta illegalmente), uccidendola sul colpo. Poi si è presentato spontaneamente dai carabinieri ed ha ammesso tutto. Consegnando loro anche l'arma. La lita tra Rossini e la vicina sarebbe stata causata da una capra della donne che, passando davanti a casa dell'uomo, sarebbe entrata nel suo giardino dannegiandolo.

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