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“Approcci” vietati alla ragazzina e il giudice lo lascia in carcere

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La decisione presa oggi dopo l'interrogatorio al Bassone. Il 37enne di Samolaco risponde alle domande, ma restano esigenze cautelari a suo carico. Il suo fermo venerdì scorso a Porlezza a casa di una minorenne. Per il momento rimane in carcere. Lo ha deciso oggi il Gup di Como Maria Luisa Lo Gatto, andata al carcere del Bassone ad interrogarlo dopo l'arresto eseguito venerdì scorso dai carabinieri di Porlezza: restano in piedi, dunque, tutte le accuse al 37enne di Samolaco (Sondrio) – Andrea Ghelfi – fermato a casa di una ragazzina 15enne del paese sul Ceresio e ritenuto l'autore di palpeggiamenti ed atti sessuali sulla giovane contro la sua volontà. I due si erano conosciuti qualche tempo fa via chat: contatti sempre più frequenti fino alla richiesta di essere ospitato a casa sua. A dare l'allarme ai militari è stata la madre della minorenne, di rientro dal lavoro. L'ha trovato a casa e lui – di 20 anni più grande della figlia anche se a lei aveva detto di avere 10 anni di meno – non ha saputo spiegare la sua presenza se non con scuse davvero poco credibili. Come pure l'ammissione ai carabinieri che la studentessa porlezzese era consenziente.

Il giudice oggi ha deciso di lasciare Ghelfi in cella, evidentemente ritenendo che ci sono ancora esigenze cautelari per lui. Nel suo passato, per la cronaca, nessun precedente. Inchiesta ancora da completare con accertamenti sull'uomo e sul suo Pc, quello dal quale sono partiti i contatti per “accalappiare” la ragazzina.

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