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Sconfiggere il dolore cronico: ad Appiano centro specializzato

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Nato dal progetto del dottor Giancarlo Barolat che farà di questa clinica la sede del Neuromodulation Institute Europe, punto di riferimento, sia in Europa che Medio Oriente. Oggi la presentazione alla stampa. Centocinquanta persone hanno partecipato in loco e altre cinquecento erano collegate in streaming oggi al simposio “Neurostimolazione, cosa c’è di nuovo? La neuro stimolazione del sistema nervoso centrale” svoltosi presso la clinica “Le Betulle” di Appiano Gentile. Al centro dell’interesse e dell’attenzione degli intervenuti, il progetto del dottor Giancarlo Barolat, direttore del Barolat Neuromodulation Institute of Denver, che farà di questa clinica la sede del Barolat Neuromodulation Institute Europe, che diverrà un punto di riferimento per tutta l’Europa e il Medio Oriente. L’istituto si occupa di sconfiggere il dolore cronico che è, come spiega il dottore “ un dolore intensissimo presente per ventiquattro ore al giorno per tutta la vita. È più comune di quello che si pensa. Ne soffrono milioni di persone".Questo tipo di dolore è connesso a diverse patologie, ma “non trattiamo dolori che siano sintomi di malattia, ma quei dolori neuropatici, che non hanno alcun significato e che sono causati da un danno del sistema nervoso". Questa tecnica, aggiunge ancora lo specialista, permette di “impiantare degli elettrodi sul sistema nervoso: sui nervi, sul midollo, sul cervello e così via. C’è un ampio spettro di interventi: si va da quellii in anestesia locale ad altri che durano diverse ore e che si svolgono in anestesia generale, la neurostimolazione, inoltre, non dà alcun danno collaterale". Come nell’impianto di un pace – maker cardiaco, però, a un certo punto è necessaria una sostituzione della pila. L’operazione è già disponibile a tutti “però – conclude Barolat – siccome lo stimolatore è caro (costa circa 15000 Euro) il medico spesso non lo propone al paziente, perché non rientra nel budget. Quello che faremo noi qui sarà nel settore privato”.

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