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Tagli ai comuni del Lario, in 46 rischiano la fusione per la crisi

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Il più piccolo è Val Rezzo, al limite massimo dei residenti Castiglione Intelvi. Molte realtà del lago e del triangolo lariano potrebbvero non esistere più. Carioni favorevole alla linea decisa ieri dal Governo. Sono 46 in tutto. Il più piccolo è Val Rezzo con i suoi 182 abitanti. Il più grande, ad un passo dal limite deciso ieri dalla manovra del Governo, è Castiglione Intelvi: 997 abitanti complessivamente. In mezzo tante realtà del lago e della Valle d'Intelvi – ma anche del Triangolo lariano – che dalla prossima tornata amministrativa (questa almeno l'indicazione che arriva da Roma) dovrebbero unirsi ad altri vicini con oltre 1.000 residenti. Questi 46 comuni dovrebbero continuare ad avere solo il sindaco, ma niente più giunta e consiglio per poter risparmiare. Unione, insomma. Cosa che già è realtà nella Tremezzina o in alto lago a Gravedona. Ma tra i oprimi cittadini prevale lo scetticismo anche se non mancano i favorevoli. Per molti di loro "accorpare" significa certo risparmiare sulle casse, ma anche andare incontro ad una inevitabile perdita di identità.

Non solo i comuni. Anche le Province più piccole – con meno di 300.000 residenti – rischiano di scomparire sotto la manovra anticrisi varata dal Governo. E' il caso di quella di Sondrio che andrebbe a confluire nel lecchese o nel comasco. E su questo Leonardo Carioni, il presidente della Provincia di Como, è cauto:”Bisogna attendere, capire bene cosa succederà – spiega – perchè c'è anche la possibilità di avere delle deroghe. I comuni della Valtellina dove andranno ? Non lo so ora, sinceramente è difficile da valutare”. Il numero uno di Villa Saporiti è però chiaro su un punto:”Sono favorevole a questi tagli. A patto, però, che il governo non ci lasci solo e si faccia carico dei problemi delle province".

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