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Calcioscommesse, stangata per Gervasoni: Bressan si “salva”

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Oggi la sentenza di primo grado della giustizia sportiva. La Disciplinare ritiene l'ex comasco del Piacenza responsabile del sistema illecito: 5 anni e radiazione. L'ex centrocampista ottiene uno sconto. Tre anni e mezzo di squalifica, ma senza la radiazione dal mondo del calcio. Nel giorno della stangata della Commissione Disciplinare, l'unico a tirare un sospiro di sollievo è proprio l'ex centrocampista azzurro Mauro Bressan, 40 anni, tra gli indagati del calcioscommesse e per questo anche per 10 giorni ai domiciliari a Cernobbio. Oggi la giustizia sportiva, nel primo grado di giudizio, lo ha condannato, ma escludendo la sua partecipazione all'Associazione per delinquere, contestata anche a tutti gli altri. Da qui lo sconto rispetto alla richiesta fatta dal Procuratore federale Palazzi: cinque anni la sua richiesta, oltre alla radiazione, tre anni e sei mesi lo stop inflitto a Bressan. Ma può restare nel mondo del calcio. Bressan ha accolto con moderata soddisfazione questo riconoscimento da quanto spiega il suo legale Roberto Vitali. Anche se restano i tre ani e mezzo di stop contro i quali presenterà ricorso al secondo grado – la Corte di giustizia federale – con sentenza attesa per il giorno 19 agosto.

Bressan a parte, la stangata ha riguardato tutti gli altri. Dai tre anni e mezzo per il capitano dell'Atalanta Doni ai 5 anni con radiazione per Carlo Gervasoni, altro ex comasco, ritenuto dal Procuratore Palazzi e dalla Disciplinare che ha accolto la sentenza del tutto responsabile di questo sistema di scommesse. Nwell'ultima stagione ha giocato a Piacenza e nella gara con l'Atalanta avrebbe cercato di combinare il risultato assieme a Doni.

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