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Opere d’arte rubate sul Lario e nei guai finisce anche un prete

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E' l'ex parroco di Sala Comacina che, da parte sua, sostiene di essere in regola e di aver fatto l'acquisto ad un mercatino di antiquariato. Chi sono le altre persone indagate. Spunta pure l'usura… Anche un sacerdote nei guai per le opere d'arte rubate in chiese o ville del comasco. Anche se lui – indagato da carabinieri e Procura di Como – sostiene di essere in regola ed a posto con la propria coscienza e che l'acquisto contestato lo ha fatto ad un mercatino di antiquariato con tanto di ricevuta. Il suo nome spicca tra quello dei cinque indagati che i carabinieri di Como ed i colleghi di Monza hanno presentato oggi al termine di una lunga e complessa operazione nel corso della quale sono state recuperate complessivamente 70 opere d'arte rubate in chiese e case del comasco, del lecchese e del bergamasco. Valore complessivo 500.000 euro.

Il religioso finito nei guai – ma lui si chiama fuori da tutto – è don Ivano Signorelli, 43enne, in passato alla parrocchia di Sala Comacina, ora trasferito in un altra del territorio della Curia. E' accusato di ricettazione assieme a Francesco Catanzariti, 63enne di Lurago d'Erba, Giordano Riva (di Canzo, 64 anni), Paolo B arasso (50 anni di Como) e Gabrio Panfili, 65enne di Laglio. La posizione più compromessa sembra essere quella proprio la sua visto che oltre alla ricettazione (parte della ingente refurtiva a casa sua ndr) è stato arrestato per usura. Le indagini sono partite nel marzo del 2010 dalla denuncia di una sottrazione fatta nella chiesa di Pognana Lario.

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