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Disastro vero per la grandine di ieri sera, Coldiretti in ginocchio

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Il comasco accusa il colpo. Il presidente Trezzi raccoglie denunce ed ansia degli agricoltori: campi distrutti, serre danneggiate, raccoltid a buttare. Già pronta la richiesta di stato di calamità naturale. Un disastro. “Mai visto niente di simile in tanti anni. E' stata una bufera, uno tsunami di grandine…”. Usa questa metafora per far capire la gravità della situazione Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti di Como e di Lecco, titolare di una azienda ad Alzate Brianza, danneggiata anch'essa ieri sera. Oggi la conta dei danni è stata tremenda: serre devastate, frutti di bosco distrutti dai chicchi grossi come palline da tennis in qualche caso, piante spezzate e per la maggior parte raccolti in fumo. Agli agricoltori lariani non resta che piangere. E dal presidente Trezzi la conferma che, dopo la conta della devastazione di ieri sera, si procederà ad una richiesta di stato di calamità naturale. Zona più colpita l'erbese, da Albese a Caslino: danni ingentissimi ai campi di mais, piante ornamentali distrutte per buona parte, distrutto il raccolto di mirtilli e lamponi, teli dei tunnel ridotti a colabrodo, molte serre danneggiate dalla grandine. Non è andata meglio nel canturino sempre secondo la Coldiretti: un pianto anche qui tra agricoltori disperati. In qualche azienda danni anche alla Biancona, la patata tipica della provincia di Como. In Valle d'Intelvi un agriturismo è rimasto isolato dagli allagamenti, una mula è morta colpita da un fulmine.

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