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Metodica all’avanguardia al Sant’Anna: ora la “dialisi” del fegato

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Si chiama Mars, è stato presentato questa mattina: una sorta di organo artificiale che, nei casi di insufficienza epatica e anche renale, può sostituire temporaneamente l’azione di quello malato.    Un macchinario all’avanguardia per l’eliminazione delle tossine nel fegato. E’ il MARS (Absorbent Recirculating System: Sistema Ricircolante ad Assorbimento Molecolare), ed è stato presentato alla stampa questa mattina, all’ospedale Sant’Anna. Si tratta una metodica – una sorta di “dialisi” del fegato – nata in Germania ma perfezionata negli ultimi due anni nell’ospedale comasco, che si utilizza in casi di insufficienza epatica acuta. Un passo veramente importante per la cura di queste patologie, se si pensa che sono causa di elevata mortalità , per non parlare poi di possibili danni ad altri organi quando viene a mancare la funzione fegato. Il Mars può essere considerato come una sorta di fegato artificiale che, nei casi di insufficienza epatica e anche renale, può sostituire temporaneamente l’azione dell’organo malato. Dopo quasi due anni di sperimentazione, si sono raggiunti importanti risultati, tanto che sono arrivate richieste da pazienti di diverse regioni italiane, visto che il Sant’Anna è l’unico ospedale in Lombardia dotato di questo macchinario. A portarlo a Como dall’ospedale San Giuseppe di Milano, il professor Roberto Marangoni, responsabile della metodica in Regione Lombardia che ha iniziato una collaborazione con l’Unità Operativa di Medicina, e con il collega Giorgio Bellati, primario del reparto ed epatologo, che lo ha ulteriormente perfezionato. “L’efficacia della metodica nel trattamento delle varie forme di insufficienza epatica  – ha spiegato il professor Marangoni – è documentata da oltre 300 lavori pubblicati e dai risultati ottenuti in oltre 10mila pazienti nel mondo che dimostrano che si tratta di una terapia salva-vita nei casi di insufficienza epatica acuta e cronica, rivolta ai pazienti anche in attesa del trapianto di fegato. La Regione Lombardia, prima in Italia, ha riconosciuto la validità del trattamento e ha avviato la sperimentazione. Al Sant’Anna sono stati trattati complessivamente ad oggi 27 pazienti”. Il trattamento si basa su un circuito extracorporeo simile a quello usato nell’emodialisi. Il sangue del paziente viene filtrato, attraverso una membrana che cede le tossine all’albumina circolante nella Mars e viene ripulito. “Secondo l’esperienza comasca – aggiunge il professor Marangoni -, si può raddoppiare l’efficacia depuratrice, senza modificarne l’elevata tollerabilità, aumentando del doppio la superficie delle resine che, nella “macchina”, puliscono l’albumina legata alle tossine purificando così il sangue.  Ad esempio, nei  pazienti in cui la bilirubina, sostanza causa dell’ittero, è molto elevata, con la nuova metodica modificata la sua concentrazione si riduce dopo ogni seduta del doppio rispetto al trattamento con Mars standard”.  Un risultato che ha suscitato grande interesse in campo internazionale, tanto che sono stati avviati proprio in questi giorni i contatti con il Centro Epato-biliare dell’ospedale “Paul Brousse” di Villejuif (Parigi), una delle strutture di riferimento a livello europeo e mondiale in epatologia, con il quale il presidio comasco ha avviato uno studio per la definizione di un protocollo in questo ambito.   “I trattamenti – ha aggiunto il primario Bellati – avvengono in regime di ricovero ospedaliero, durano 5 ore e vengono ripetuti quotidianamente fino alla constatazione di un miglioramento della funzionalità epatica. La media è di 4 trattamenti per paziente. Mars , inoltre, è in grado di rimuovere tossine endogene, cioè quelle che si formano internamente nell’organismo e non vengono più eliminate dal fegato, e di rimuovere tossine  esogene, ovvero provenienti dall’esterno, come nel caso di alcuni avvelenamenti da farmaci o da funghi”.

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