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Griffe falsificate, preso anche l’ultimo componente della banda

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E' un 55enne di Piacenza. La Finanza di Ponte Chiasso lo stava cercando da giorni, lui era all'estero per lavoro. Amaro rientro in Italia: subito il carcere. Interrogatori iniziati, i legali già chiedono misure meno pesanti. Era l'unico che ancora mancava all'appello. “Irrintracciabile” lo hanno definito gli uomini della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso alla conferenza stampa di presentazione dell'operazione contro la contraffazione di abbigliamento e calzature. E' bastato attendere pochi giorni. Ieri, al rientro in Italia da un viaggio all'estero, è stato fermato anche l'ultimo presunto componente della banda di falsari che ha operato negli ultimi mesi tra comasco e varesotto. Attività illecita ben avviata, con migliaia di capi falsificati alla perfezione con le etichette di case di moda di prestigio. Danno patrimoniale ragguardevole. L'ultimo a finire in carcere – ieri sera – colpito da ordinanza di custodia cautelare del giudice di Como l'imprenditore di Piacenza Cesare Babini, 55enne, finito subito in cella appena messo piede in Italia dopo un viaggio all'Est. E con lui tutti i presunti organizzatori di questa filiera delle griffe false sono stati bloccati. Già iniziati i primi interrogatori. Molti degli indagati sono rimasti in silenzio, altri hanno cercato di giustificare la posizione. Ed i rispettivi legali hanno già presentato al Pm Giuseppe Rose la richieste di scarcerazione o di arresti domiciliari.

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