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Comuni a rischio senza i “ristorni” dei frontalieri: giorni cruciali

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La prossima sarà una settimana decisiva per cercare di sbloccare questa situazione tra Italia e Svizzera: si muove anche il Ministro Frattini. Per i centri a ridosso del confine quei soldi sono manna dal cielo… Tutto in pochi giorni. Decisivi, cruciali. Quelli della prossima settimana. Sarà lì che si deciderà il futuro delle relazioni – ora un pò incrinate – tra Italia e Svizzera. E proprio questa delicata situazione internazionale ha fatto decidere il Consiglio di Stato ticinese – fino a quando non ci sarà una schiarita nei rapporti e nelle questioni in sospeso tra cui il segreto bancario elvetico – a congelare la metà dei cosiddetti "ristorni" dei frontaliari lariani e non in Svizzera. Cifra enorme: circa 22 milioni di euro che restano fermi se non ci sarà una soluzione. Per la quale si sono mobilitati in tanti. Dalla Regione ai sindacati, ultimi in ordine di tempo anche i parlametari lariani che cercheranno di fare ulteriori pressioni al Governo. Ma già il Ministero degli Esteri – con il suo responsabile Franco Frattini – è pronto ad incontrare la settimana prossima le autorità elvetiche per definire una volta per tutte la questione.

In termioni pratici, se questi soldi restano bloccati, tanti comuni della fascia di confine – dal Porlezzese fino all'olgiatese – rischiano di restare fermi. Nessun investimento, niente lavori pubblici attese dalla popolazione, ma rischi anche per la gestione corretta della macchina comunale. Insomma, pochi spiccioli anche per l'ordinaria amministrazione. Non è una esagerazione, ma la cruda realtà con la quale tanti comuni si trovano. La conferma da varie amministrazioni comunali che aspettano con ansia lo sblocco della situazione e l'arrivo di questa liquidità, autentica manna dal cielo…

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