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Stalking e pure l’incendio dell’auto all’amica:”Non sono stato io”

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Il 43enne di Montorfano, arrestato setimana scorsa, nega ogni cosa davanti al giudice che ha firmato l'ordinanza in carcere. Si è chiamato fuori dalla doppia rapina alle prostitute anche il giovane di Mariano. Negano. Con decisione. Si chiamano fuori dai reati contestati dalla Procura di Como (Pm Simona De Salvo) e che li hanno messi nei guai seri. Entrambi in carcere, al Bassone. Dove oggi hanno incontrato il giudice Maria Luisa Lo Gatto che ha firmato per loro l'ordinanza di custodia cautelare in cella. E, come detto, hanno negato con decisione. Il 43enne di Montorfano,  Accursio Giglio finito in carcere per stalking ed incendio doloso, avrebbe ripetuto al giudice di non essere stato lui ad incendiare l'auto ad una sua amica alla quale, secondo la sue denuncia, avrebbe reso la vita un autentico inferno. Con pedinamenti, messaggi continui, telefonate. Fino alla decisione di dormire fuori da casa sua, sullo zerbino.

Ha respinto gli addebiti anche il 34enne di Mariano Comense, Alessio Pelucchi, arrestato settimana scorsa su disposizione della Procura con l'accusa di aver rapinato due prostitute in poche ore. Un assalto dopo l'altro la sera del 1 giugno a Lomazzo. Due giovani rumene, che poi hanno dato ai carabinieri il numero della targa della sua auto, minacciate con un coltello e derubate dei soldi che avevano con loro. Pelucchi avrebbe sostenuto di non essere stato lì quella sera. E che forse le due hanno sbagliato numero. Contro di lui, però, il riconoscimento diretto delle giovani ragazze che lo avrebbero riconosciuto senza esitazioni. L'auto con la quale si è dileguato risulta essere intestata alla sua compagna.

I due, intanto, restano in carcere. Gli interrogatori di garanzia di oggi non avrebbero fornito novità significative per il giudice che ha firmato il provvedimento restrittivo nei loro confronti.

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