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Nega tutto e fa arrabbiare il giudice: il barista rimane in carcere

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Interrogatorio interrotto stamane al Bassone dopo che il gestore del "Caprice" ha detto di non sapere nulla della presenza di prostitute nel suo locale. Eppure le immagini delle telecamere lo riprendono in modo nitido… Ha negato tutto. Arrivando anche ad irritare un po' il giudice Luciano Storaci che è andato ad interrogarlo stamane al Bassone. E che, ad un certo punto, ha deciso di sospendere l'interrogatorio e di lasciarlo in carcere a meditare bene. Il 55enne titolare del bar Caprice di Campione d'Italia – Pierino Abate – resta in carcere. Ed anche il suo legale, l'avvocato Massimo Ambrosini, di fronte ad un comportamento simile, ha deciso di non fare alcuna richiesta e di attendere qualche giorno. Abate, infatti, avrebbe negato tutto e su tutto. Dalla violenza sessuale che avrebbe compiuto un anno fa ai danni di una ragazzina rumena 18enne – che lo ha contattato pensando di poter fare un lavoro estivo in un bar e non in un night club – allo sfruttamento ed al favoreggiamento della prostituzione, altra accusa contestata dai carabinieri di Campione e che lo ha portato in cella.

Contro l'uomo immagini nitide, inequivocabili hanno ripetuto ieri i militari che hanno già chiuso il locale da lui gestito in piazzale Milano a Campione. Riprese da alcune telecamere posizionate all'interno del bar di nascosto. Ma Abate stamane avrebbe ripetuto di non sapere nulla di quello che accadeva tra ragazze – quasi tutte dell'est europeo – e clienti nei vari privè della struttura. Eppure le immagini lo hanno immortalato, più di una volta, intento a sistemare e ripulire dopo che i clienti si erano allontanati. Per il 55enne, dunque, ancora detenzione e nessuna concessione da parte del giudice che ha firmato la sua ordinanza di custodia cautelare.

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