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E’ tutto confermato: firmata l’ordinanza sulla “movida” a Como

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Apertura fino alla mezzanotte dal giovedì alla domenica, per venerdì e sabato possibilità di tenere aperto fino alle due, ma non per i locali del centro storico che dovranno cessare l’attività all’una. Sanzioni per i trasgressori.

Tutto confermato. Apertura fino alla mezzanotte dal giovedì alla domenica, per venerdì e sabato possibilità di tenere aperto fino alle due, ma non per i locali del centro storico che dovranno cessare l’attività all’una. Il provvedimento sulla “movida” votato dalla maggioranza la scorsa settimana, è stato siglato ufficialmente oggi dal sindaco Stefano Bruni. "La linea adottata dall'amministrazione – ha commentato il primo cittadino – è stata centrata sulla necessità di trovare una mediazione, un punto di equilibrio tra le richieste degli esercenti e quelle dei residenti”. Dunque silenzio assoluto dopo gli orari stabiliti dall’ordinanza siglata oggi pomeriggio e nessuna possibilità di chiedere una proroga (fino alle 2) per i locali della città murata. Lo potranno fare invece quelli di Piazza Cavour, lungo Lario Trieste, piazza Matteotti, largo Leopardi, via Manzoni, piazza del Popolo, via Bertinelli, via Nazario Sauro, viale Battisti, viale Spallino, piazza Vittoria, viale Cattaneo, viale Varese, piazza Cacciatori delle Alpi, viale Cavallotti, lungo Lario Trento. Condizione per ottenere questa chiusura posticipata però:”Che l’esercente – come scritto nell’ordinanza – presenti una relazione previsionale di impatto acustico, con specifico riferimento alla deroga richiesta, ed anche in relazione alle aree esterne eventualmente ricevute in concessione, e si impegni a garantire di non arrecare danno alla quiete pubblica attraverso idonee misure di mitigazione, relative anche al decoro urbano dell’area immediatamente adiacente all’esercizio”. L’ordinanza, che entrerà in vigore a partire dal prossimo 21 giugno, prevede multe per chi non rispetterà gli orari previsti dal documento (sanzioni da 25 a 500 euro).

 “Il provvedimento assunto non impone eccessive restrizioni alle attività del centro storico e nello stesso tempo accoglie la disponibilità a mediare dei residenti – conclude Bruni –  Nessuno mette in discussione l'importante ruolo economico e sociale svolto da bar e ristoranti rispetto allo sviluppo turistico e all'animazione della città e del territorio, ma bisogna garantire anche ai residenti il diritto al riposo in particolare all'interno della città murata dove i livelli di rumorosità legati a tali attività sono più rilevanti e frequenti".

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