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Gatto tradito dalla sua scrittura: da oggi è a processo per falso

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L'ex assessore di Como in aula nel processo che lo vede imputato di aver cercato di far togliere multe ai suoi amici. Un agente della polizia locale svela come è stato smascherato. Ma lui resta impassibile e nega tutto. Tanti ricorsi contro le multe prese. Targhe sempre differenti, come le firme dei richiedenti. Ma con una particolarità: stessa grafia nel compilare la richiesta. Dunque, opera della stessa persona. E quella persona, secondo la Procura di Como, è Paolo Gatto, ex assessore comunale di Como alla moda, da oggi a processo in Tribunale davanti al giudice monocratico Carlo Cecchetti. Gatto che è finito nei guai – lo ha rivelato oggi in aula un agente sentito come testimone – perchè alla polizia locale cittadina è finito un documento firmato da lui in veste di assessore. E quel documento, tanto da insospettire gli agenti, era fatto con la stessa grafia di quei ricorsi presentati: la scrittura di Gatto. Il particolare è emerso proprio oggi in avvio del processo che vede l'ex assessore accusato di falso materiale in atto pubblico. Non solo lui nei guai, ma anche tre suoi amici che si sarebbero rivolti a Gatto nel tentativo di far togliere multe prese con l'ingresso dell'auto in centro storico a Como. Riprese poi dal vigile elettronico senza alcuna autorizzazione. Tre gli episodi contestati all'ex assessore comunale che, da parte sue, rigetta con decisione ogni cosa come ha sempre fatto fin dall'inizio. Nuova udienza il 7 febbraio del prossimo anno

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