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Cà d’Industria, accuse decadute a Supino: niente diffamazione

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Il caso è scoppiato lo scorso mese di novembre dopo che il consigliere comunale di Rifondazione era stato interrogato in Procura a Como. Adesso il Pm sollecita la sua uscita di scena. E lui:"Sono davvetro sollevato". Il caso va in archivio. E' stata la Procura di Como, Pm Mariano Fadda, a sollecitare questa soluzione per Donato Supino, consigliere comunale di Como di Rifondazione comunista, accusato di diffamazione e false informazioni al Pm per un interrogatorio – del novembre scorso – in Procura a Como sulla contestata vicenda della Cà D'Industria. Archiviazione che il Gup di Como Maria Luisa Lo Gatto ha ratificato oggi, depositando la sua conclusione in cancelleria. La vicenda di Supino ha davvero dell'incredibile visto che il consigliere era finito nel registro delle persone sottoposte ad indagini mirate a novembre.

Chiamato in Procura per riferire sul contenuto e sugli autori di un volantino ironico tra mostra di Villa Olmo e Cà d'Industria, si era rifiutato di indicare al magistrato i nomi che comparivano sullo stesso. Sostenendo che erano semplicemente nomi di fantasia. “L'iscrizione del teste come indagato appare infondata ed a ben vedere contraddittoria”, così il Pm Fadda nella sua richiesta di archiviare il fascicolo per il consigliere di Rifondazione. “Sono soddisfatto – precisa Supino – anche perchè non era mia intenzione offendere nessuno. Mi sono sempre adoperato per trovare una soluzione sulla Cà d'Industria, mai per andare contro”.

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