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Il tuffo nel lago, la bimba salvata:”Ma non chiamatemi eroe…”

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Il 23enne studente di Grandate che sabato ha compiuto questo gesto a Villa Olmo ricorda quei drammatici momenti:"L'ho vista a faccia in giù che si muoveva ed ho pensato: lo devo fare, al limite mi spezzo una gamba". Ora è con il gesso, ma felice. Semplice, modesto. Schivo e per questo cerca di sfuggire ai cronisti che gli danno l'assalto in queste ore. Francesco Taiana, 23enne studente di Grandate, rigetta subito l'etichetta che in molti gli hanno appiccicato addosso dopo il suo salvataggio (vedi precedenti lanci) di sabato scorso davanti a Villa Olmo a Como quando si è gettato nel lago – con l'acqua bassa – per salvare una bimba di due anni e mezzo che si era lanciata in acqua. "Non devi pensare in quei momenti: devi agire d'istinto e seguire il cuore. Io l'ho fatto e sono felice. Ma non dovete chiamarmi eroe – precisa il ragazzo – perchè tutti avrebbero fatto questo gesto. Non solo io".

Il sindaco di Grandate lo propone per un premio, i genitori della piccola lo vogliono incontrare – lontano da fotografi e telecamere possibilmente – per esprimergli la loro gratitudine. Ma Francesco continua a volare basso. "Mi sono spaventato quando l'ho vista – ricorda – a faccia in giù. Si muoveva nell'acqua in modo frenetico. Mi sono detto: al limite mi spezzo una gamba visto che l'acqua era bassa". Già, detto e fatto sul serio. Caviglia fratturata, ingessato e tornato a casa a Grandate. Dove continua a ricevere telefonate e visite di decine di persone. Il suo pensiero va alla bambina presa e tirata fuori dal lago:"L'importante – conclude – è che lei sta bene. Mi auguro non debba avere alcuno strascico da questo volo, ma è talmente piccola che probabilmente avrà già dimenticato…".

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