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Moglie uccisa e poi gettata nel Lario, ergastolo pure in appello

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I giudici non concedono nulla a Marco Siciliano, il fisioterapista ticinese già condannato al carcere a vita. Ricorso respinto anche dopo il suo annunciato pentimento per il gesto compiuto. Delitto dell'aprile del 2010. Nessuna revisione. Tutto confermato. Ergastolo per Marco Siciliano, il 32enne fisioterapista di Obino, in Ticino, reo-confesso del delitto della moglie Beatrice Sulmoni nell'aprile del 2010, poi gettata nel lago di Como ad Argegno, il cui corpo ritrovato davanti alla spiaggia di Laglio. Siciliano, già condannato al carcere a vita lo scorso mese di novembre dalle Assise correzionali di Lugano, aveva chiesto tramite il proprio legale di rivedere questa sentenza. Alla luce del suo sincero pentimento per il dolore ed il male arrecato ala famiglia della sua ormai ex moglie. Niente da fare. Oggi la Corte di Appello e di revisione penale ha esaminato il suo caso ed ha ritenuto di confermare l'ergastolo per Siciliano.

Il delitto aveva molto scosso l'opinione pubblica comasca e ticinese. Anche per le modalità del ritrovamento del cadavere della donna: Beatrice Sulmoni era incinta di quattro mesi – accertato dall'autopsia – quando è stata uccisa. Probabilmente per contrasti sempre più forti trav di lei ed il marito. Siciliano, infatti, aveva intrapreso una relazione con una collega di lavoro da qualche mese ed il bimbo in arrivo sarebbe stato di intralciom per portare avanti questo rapporto.

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