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A Como la “mente” della banda che metteva sul lastrico le ditte

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Abitava nella lussuosa villa di via San Giacomo, un tempo dimora del calciatore Alvaro Recoba. Ieri sera la Finanza di Pavia gli ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere: accusa davvero pesanti. La bella villa di via San Giacomo a Como era stata abitata fino a qualche anno fa dal calciatore dell'Inter Alvaro Recoba. Adesso, partito lui per il sudamerica, era diventata la dimora di Paolo Scarlata un sedicente ingegnere, già conosciuto dalle forze dell'ordine per alcuni precedenti di natura penale, originario di Reggio Calabria, 53enne. Ed è proprio Scarlata, secondo la Gdf di Pavia, la presunta mente della colossale truffa sventata dalle fiamme gialle in una operazione portata a termine nella notte e denominata Fraude”. Finanzieri a casa sua, tra mobili di pregio e tanti oggetti preziosi, per notificargli l'ordinanza di custodia cautelare in cella.

Non solo lui, ma anche altre sei persone, accusati di aver organizzato negli ultimi mesi una truffa milionaria ai danni di oltre 300 tra imprenditori, professionisti e piccoli risparmiatori tra cui anche alcuni comaschi. Raggirati dalla banda alla cui testa c'era il sedicente ingegnere di via San Giacomo: pubblicizzavano massicciamente – anche attraverso siti internet – servizxi di gestione contabile e finanziaria per carpire la fiducia dei professionisti. E poi entravano in azione come dei caterpillar e spesso riuscivano a svuotare del tutto le casse dell'azienda per dileguarsi. Un giochetto che avrebbero fatto decine di volte.

La Finanza di Pavia ha sequestrato beni, azioni e conti correnti, in questa operazione, per oltre 6 milioni di euro. 32, invece, i denunciati.

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