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L’assessore urla e Rapinese espulso: politica comasca bocciata

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Forse il punto più basso del consiglio comunale cittadino giovedì sera. Il leghista Peverelli ci ricasca e se la prende con Donato Supino. Il consigliere del gruppo misto fuori dall'aula tra insulti e maleducazione. L'assessore che urla e perde le staffe. Inveendo come una furia contro il consigliere comunale Donato Supino, colpevole di aver criticato l'appalto per la gestione dei rifiuti. Diego Peverelli non è nuovo a sfuriate simili: solo pochi mesi fa se l'era presa con Vincenzo Mottola sul tricolore. Insulti e paroloni. Stessa cosa di giovedì sera in consiglio comunale a Como. Ma il peggio lo ha offerto l'ormai solito Alessandro Rapinese, gruppo misto. Rimediando poi l'allontanamento dall'aula da parte del presidente del consiglio comunale Mario Pastore per avere offeso istituzione e colleghi con il suo modo arrogante – per essere gentili – di porsi e rispondere. La più esplicita è stata:"Basta, me ne vado. Mi avete rotto le palle…". Testuale, palese, maleducato. Come nello stile di chi, ultimamente, non sa più cosa fare per far parlare di sè. Di pensare alla cosa pubblica neppure l'ombra. Di fare show si e tanto. Censurato e criticato da tutti, nessuno escluso. Da un sindaco Bruni indignato ai colleghi dell'opposizione, maggioranza compresa.

Il tutto, vale la pena precisarlo, per fare poco o nulla di concreto in aula. Uno spettacolo indegno della politica comasca, forse mai come in queste ultime settimane al suo punto più basso. Tra insulti, accuse, maleducazione diffusa. Dove tutti attaccano tutti, infischiandosene di cosa si è lì a fare ed a rappresentare chi. Attività politica nulla, spettacoli deprecabili tanti. Come sonolontani i tempi dei Meda e degli Spallino, dei Pigni e dei Frisoni. Dove il confronto dialettico era sì vivace anche, ma sempre corretto. Esemplare. E poi una stretta di mano e tutti a casa….

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