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Como, arresti domiciliari per i due fermati nel blitz al residence

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La decisione presa oggi dal giudice di Como Lo Gatto. Restano indagati a piede libero con le stesse accuse contestate. Loro, però, negano lo sfruttamento:"Quei soldi erano solamente per gli affitti dei locali".

Entrambi agli arresti domiciliari. Cessate le esigenze cautelari e per questo il gip di Como, Maria Luisa Lo Gatto, lo stesso che ha firmato l’ordinanza di custodia per entrambi e che ieri è andata ad interrogare i due arrestati in carcere al Bassone, ha deciso di farli tornare alle rispettive abitazioni. I due arrestati dalla Guardia di Finanza di Como, nel corso del blitz di settimana scorsa in via Carso, hanno potuto lasciare oggi il carcere, dopo cinque giorni di permanenza. Si tratta di Elsa Pircher, 73 anni, di fatto l’amministratrice del residence di via Carso a Como, frequentato da una quindicina di prostitute che ricevevano decine di clienti ogni giorno e Giovanni Giani, 64 anni, gestore di questa parte di immobile, finito nel mirino della Finanza e della Procura. I due dunque vanno agli arresti domiciliari e rimangono indagati per le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, anche se loro hanno ripetuto ieri al giudice che i soldi presi dalle ragazze erano solamente per gli affitti. Lo hanno ripetuto davanti ai giudici. Le ragazze, sentite in questi giorni, hanno confermato di aver dato soldi, a più riprese, ai due arrestati.

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