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Papà Mohamed piange :”L’ha lasciato a terra come un cane…”

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Dolore senza fine per il genitore del piccolo Iljas, travolto ed ucciso ieri da un'auto a Nesso. Da lui nessun perdono per la donna che non si è fermata a soccorrerlo:"Lo poteva salvare. Non l'ha fatto…". Un dolore senza fine. Piange a dirotto. Piange come un bimbo per il suo bimbo che non c'è più. Che è all'obitorio dell'ospedale in una freddo locale in attesa di riportarlo a casa. Momahed Achab è un padre distrutto. Disperato. Dopo la tragedia di ieri pomeriggio fuori dalla sua casa, a Nesso, dove un'auto condotta da una donna di 46 anni – residente a Pognana Lario (C.D. le iniziali) – ha urtato il piccolo Iljas senza fermarsi a prestare i soccorsi. Un atteggiamento che al padre non è andato giù. Ed oggi, davanti ai cronisti, non le ha mandate a dire sempre con le lacrime sul volto:”Dovevate vederlo come era il mio piccolo – sbotta – a terra ferito. Come un cane. Anzi, forse un cane veniva soccorso, il mio piccolo no…”.

Rabbia, disperazione, un dolore enorme per lui. “No, nessun perdono per quella signora. Poteva fermarsi, lo poteva salvare. Non lo ha fatto. Perchè ?”, si domanda l'uomo. Che poi aggiunge amaro:”Neppure 100 anni di carcere mi potranno ridare il mio bimbo…”. Ora la famiglia, chiusa nel dolore, attende la restituzione della salma che poi andrà in Marocco. Papà Mohamed lo conferma:”Mi chiedeva sempre di andare al mare, laggiù. Ora lo porto si, ma in una bara”. La cerimonia ancora da fissare. La coppia ha anche un altro figlio di pochi mesi.

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