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La difesa della moglie Daniela:”Alberto non ha ucciso per soldi”

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La consorte di Arrighi davanti alle telecamere di Etv in serata. “Non mi sento responsabile del delitto perchè lui mi ha tenuto all’oscuro di tutto. Ma non lo abbandonerò mai: io e le figlie gli diamo forza” “Non ha ucciso per soldi. No, Albi (il nomignolo usato per chiamare il marito Alberto ndr)lo ha fatto per un folle raptus. Certo, ha sbagliato ed è giusto che debba pagare. Ma non così tanto. I 30 anni mi sembrano una esagerazione. E le motivazioni del giudice ? Sconcertanti. Non so che altro dire”. Daniela La Rosa è come un fiume in piena. Il giorno dopo le dure accuse del giudice Maria Luisa Lo Gatto – che nelle motivazioni della condanna a 30 anni del marito Alberto Arrighi – la chiama pesantemente in causa, lei non ci sta e va al contrattacco. In serata, davanti alle telecamere di Etv, la sua difesa. “Se mi sento responsabile di averlo portato al delitto ? Assolutamente no, nel senso che Albi mi ha tenuto sempre all’oscuto di tutto. E quando andavo da lui per stargli vicino, in negozio, mi mandava via se arrivava Brambilla”. La moglie di Arrighi ha ripercorso anche i drammatici momenti del delitto. “E’ venuto a casa e mi ha detto tutto. Era sconvolto, sotto choc. Non certo l’uomo che ho sposato. Ma io non l’ho abbandonato ora e non lo faccio certo oggi. E così quella mattina sono andata con lui in armeria. Poi mi hanno portata in Questura, ma nessuno mi ha mai detto nulla. Nè una domanda dei poliziotti, nè del Pm Nalesso. Boh, non capisco. Eppure oggi vedo sul giornale che il giudice mi accusa di favoreggiamento. Ma perchè nessuno mi ha chiesto niente e mi hanno tenuto in Questura per ore in uno stanzino?”. Daniela La Rosa parla anche di Arrighi oggi, dopo i 30 anni rimediati per la morte di Brambilla e la successiva decapitazione:”Sta bene in carcere, nel limite del possibile. La forza di andare avanti gliela diamo noi. Io e le mie figlie. Ogni due settimane andiamo a trovarlo e le porto sempre con me. Lui è forte anche se ha sbagliato. Ma, per favore, non scrivete che lo ha fatto per soldi. E’ stato un raptus. Lui (Brambilla ndr) ha offeso la sua famiglia, lui è crollato ed ha fatto quello che ha fatto…”. Il legale di Arrighi, Ivan Colciago, oggi non ha voluto commentare queste motivazione. Confermando solo la sua intenzione di fare ricorso in appello per cercare di avere una riduzione sui 30 anni di reclusione rimediati in primo grado a Como.

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