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Va al Bassone a fare visita al marito arrestato e rimane in cella

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Il singolare fermo è stato operato dai carabinieri di Verona che stavano ricercando da tempo la mente della banda delle gioiellerie fermata sabato mattina a Ponte Chiasso. Lei la vera ideatrice dei colpi. Presa mentre era al Bassone a fare il colloquio con il marito arrestato sabato dai carabinieri a Ponte Chiasso. Un arresto davvero singolare quello fatto dai militari del reparto opertaivo di Verona che la stavano ricercando da tempo – assieme ai colleghi lariani che sabato hanno fatto scattare il blitz all’esterno di una gioielleria di Ponte Chiasso. Tre presunti banditi fermati in tempo mentre stavano per entrare in azione e ripulire il negozio. Ma all’appello mancava la mente, l’ideatrice dei colpi, la vera organizzatrice. La quota rosa della banda, moglie del presunto leader del commando, una 44enne anch’essa di Vigevano (Antonietta Vargas) alla quale sono imputati almeno cinque rapine. Come per il consorte (Vincenzo Antonelli, 47enne di Vigevano) e gli altri due fermati – un 39enne di Vigevano (Massimo Bernardinello ed un 30enne albanese Anton Nicolli – che si trovano in carcere da una settimana. E da ieri al Bassone, dove era entrata poco prima per la visita al congiunta, c’è anche la moglie del boss. I militari, aiutati d adiverse intercettazioni ambientali e telefoniche, l’hanno aspettata all’ingresso ed una volta entrata l’hanno avvicinata e poi notificato l’ordinanza di custodia cautelare. La donna, da quanto riferito dai militari di Verona, era quella che dava il via al colpo il gioielleria. A lei spettava il compito di fare il sopralluogo e verificare l’esistenza di telecamere e probabili altri ostacoli per la fuga. Ma era anche quella che, dopo la rapina, aspettava il bottino in auto e poi si dileguava da sola con la vettura per non destare sospetto in caso i tre autori materiali fossero stati notati da qualcuno fuggire. E così, almeno, il bottino – sempre consistente – era al sicuro…

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