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L’amarezza di Castagna:”Infamanti accuse per la mia famiglia”

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Il fratello di Raffaella, morta nella strage diErba, attacca le tesi della difesa. E rilancia:”Avrei auspicato ancora più indagini su di noi: il solo sospetto è un peso difficile da poter sopportare”. “Nessun dubbio su come si sono svolte le indagini a Como. Ma alla luce dell’infamante attacco fatto nei nostri confronti, in particolare verso mio fratello, non nascondo che avrei desiderato che si fossero fatte molte più indagini sulla famigerata pista della famiglia perchè il solo sospetto è davvero una cosa infamante”. A parlare, in un lungo memoriale inviato agli organi di stampa, è Beppe Castagna, figlio dell’imprenditore Carlo e fratello di Raffaella e Pietro, tirato in ballo più volte dai legali di Olindo e Rosa come persona sulla quale indagare per la strage di Erba. “Non credo e non riuscirò mai a credere – prosegue Beppe Castagna – che esista una qualsiasi persona che a vario titolo ha seguito questa vicenda realmente convinta dell’innocenza dei coniugi Romano”. Castagna, in questo suo memoriale, ripercorre tutti i dubbi avanzati dai difensori e li contesta punto per punto. Per arrivare a sostenere quello che ha sempre detto da tempo:”I soli colpevoli sono loro”. I Castagna, con l’avvocato Francesco Tagliabue, saranno a Roma il 3 maggio per il processo in Cassazione, ultimo grado di giudizio su Olindo e Rosa.

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