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I banditi fermati prima della rapina a Ponte Chiasso: altri colpi ?

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Così sospettano i carabinieri di Como che li hanno posti in stato di fermo sabato mattina a pochi metri dalla dogana. Ecco il loro modo di agire: gioiellerie nel mirino. Hanno fatto altri colpi. Forse una ventina – questo almeno il sospetto dei carabinieri di Como – prima di essere intercettati e bloccati a Ponta Chiasso sabato mattina. Si tratta dei tre rapinatori arrestati dai militari dopo un blitz in stile film proprio in via Catenazzi a pochi metri dalla dogana di Chiasso. Carabinieri a seguire le loro mosse ed in un attimo gli sonos tati addosso. Prima che i tre – Massimo Bernardinello, 39enne e Vincenzo Antonelli di 47, entrambi di VIgavano ed un albanese domiciliato in Grecia, il 30enne Anton Nikolli – potessero entrare in azione e derubare una gioielleria della zona. Per i militari il loro modo di agire era ben consolidato: prima addocchiavano il negozio da derubare, poi si fingevano clienti ed entravano per una prima verifica. Controllavano vie di fuga, eventuali telecamere installate e poi ritornavano. Stavolta tutti e tre. Armati, volto coperto. Spesso mettevano un cuneo sotto la porta per bloccarla ed un cartello alla stessa con la scritta “Torno subito” per non destare sospetti negli eventuali clienti in arrivo. Poi legavano il propeietario e lo derubavano di tutto. Cosa che stavano per fare anche sabato a Ponte Chiasso prima di essere fermati. Ma il sospetto è che possano aver già colpito in altre parti d’Italia in modo ripetuto.

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