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Pennestrì, una furia prima della ‘bella’:”Troppo fango su di noi”

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Il presidente della Comense scatenato dopo gli insulti razzisti dei tifosi ad una giocatrice del Geas. Accuse alla società milanese e poi un invito alle sue ragazze per domani:”O picchiano o non le pago…”. “Sono furibondo, perché l’ultima telefonata ricevuta è stata della Digos. Per colpa di gente che non ha la minima educazione e con un colore politico molto segnato. Devono smetterla”. E’ furioso Antonio Pennestrì, presidente della Comense, dopo il brutto episodio di razzismo – con tutte le conseguenze del caso – avvenuto mercoledì sera al Palasampietro. “Ci tengo a dire che non era il pubblico della Comense – spiega Pennestrì alla redazione – Il nostro pubblico, che ha assistito a partite ben più importanti di questa, come Finali Scudetto, Coppe dei Campioni e del Mondo, ha sempre fatto un tifo pulito, caldo, ma rispettoso. Si tratta evidentemente di infiltrati, io non voglio dire di chi fossero perché non mi interessa”. Il presidente delle nerostellate non nasconde la rabbia anche nei confronti di chi, nell’organico del Geas, ha utilizzato l’episodio per scoppiare come un vero e proprio caso mediatico, denigrando così la società comasca “Il presidente della squadra avversaria, attraverso un sito della Lega, ha detto che il pubblico era della Comense, cambiando poi versione e parlando di infiltrati. In ogni caso, con le sue parole ha buttato fango sulla nostra società”. Un episodio che lascia l’amaro in bocca al presidente che non nasconde la rabbia “L’allenatore del Geas ha detto alle sue ragazze di entrate ed essere aggressive. Le mie ragazze non hanno reagito, credo che se in campo ci fossero state giocatrici come Ballabio o Gordon, si sarebbe fatte rispettare. A questo punto domani dirò alle mie ragazze di scendere con il coltello tra i denti, se non picchiano, non prendendo lo stipendio. O reagiamo, o subiamo da tutti”.

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