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I profughi eritrei chiedono asilo politico: un passatore patteggia

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Si tratta delle tre persone fermate ieri dalla Finanza nei boschi di Ronago. Dopo aver pagato, cercavano di raggiungere la Svizzera. Uno dei fermati ha definito la sua posizione, il complice resta in silenzio. Hanno chiesto asilo politico. Intanto sono stati portati al centro di accoglienza di Tavernola, alle porte di Como. Lì si trovano e, di fatto, sono i primi profughi arrivati in provincia di Como: sono i tre eritrei fermati ieri dalla Guardia di Finanza nei boschi di Ronago assieme ad una donna in gravidanza, ora ricoverata in osservazione in ospedale. Loro tre, che hanno pagato i passatori per essere accompagnati in Svizzera, ora sono a Tavernola in attesa di sapere cosa succederà e se la loro domanda di asilo politico verrà accolta. Tutti hanno confermato ai finanzieri di aver pagato soldi: da 300 a 400 euro. Uno di loro ha riferito di aver dato ai passatori 1.500 euro in contanti. I due che li hanno portati nei boschi sono stati arrestati dalla Finanza. Favoreggiamento di immigrazione clandestina. Uno di loro, Guido Polese, un 30enne di Appiano Gentile – già noto alle forze dell’ordine – oggi ha patteggiato in Tribunale a Como un anno di reclusione, tutto da fare in cella, oltre ad una multa di 70.000 euro. Il presunto complice, che ha scaricato tutto addosso a lui – Mario Poerio, 32enne di Olgiate Comasco – è rimasto in silenzio ed ha chiesto i termini a difesa. Intanto, come il complice Polese, è in carcere in attesa del processo che si svolgerà settimana prossima.

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